Padre Zago: controindicazioni

Padre Zago e l’Aloe Arborescens: quali controindicazioni?

Tutti conosciamo molto bene l’Aloe Vera, ma sono meno le persone che hanno sentito parlare o hanno sperimentato l’efficacia dell’Aloe Arborescens. Si tratta di una pianta altrettanto importante, la cui scoperta risale a secoli fa: a trovare e catalogare per la prima volta questa pianta fu un semplice frate brasiliano che si faceva chiamare Padre Romano Zago. Quest’uomo fu colui che, in maniera del tutto casuale, venne in contatto per la prima volta con questo vegetale, e fu sapientemente in grado di creare una ricetta eccellente.

Sfruttata e tramandata per decenni dagli abitanti poco abbienti del Rio Grande, la pianta ha dimostrato di poter essere usata come alternativa ad alcune medicine. I popoli più poveri usufruirono dell’essenza di Aloe Arborescens per guarire malanni e per far venir meno alcuni effetti di malattie gravi come i tumori.
Come ogni elemento fornito da madre natura, anche nell’Aloe Arborescens troviamo benefici e controindicazioni. In questa guida, analizzeremo soprattutto gli aspetti meno evidente di questa pianta, ovvero i suoi possibili effetti avversi e tutte le eventuali controindicazioni correlate al suo utilizzo. Se siete invece più interessati agli effetti benefici della pianta e volete approfondirne le qualità positive, potete leggere questo articolo: https://www.draloes.com/aloe-arborescens-proprieta-curative/.

Controindicazioni nell’uso di Aloe Arborescens

Le proprietà dell’Aloe Arborescens sono davvero molte numerose, alcune benefiche mentre altre possono, in determinate situazioni, essere poco piacevoli. Per riuscire ad evitare di incidenti o situazioni poco gradevoli, prima di assumere estratti di questa pianta è bene conoscere anche tutti gli eventuali avversi. Dunque, quali sono le controindicazioni nella ricetta di Padre Zago?

Ad esempio, assumere l’Aloe Arborescens – o estratti basati su questa pianta – è fortemente sconsigliato in caso di gravidanza. Infatti, questa varietà di Aloe può essere la causa di contrazioni dell’utero che, a lungo andare, possono mettere a rischio il bambino o provocare dolori nella donna. Anche l’allattamento è una condizione nella quale si sconsiglia l’assunzione di Aloe Arborescens. Secondo alcuni esperti, però, è comunque possibile assumere l’Aloe Arborescens quando si allatta, solamente qualora questa sia del tutto priva di Aloina, una proteina che è naturalmente contenuta nella buccia. Infatti, è questa molecola che potrebbe dare origine a dolorose coliche del lattante.

Aloe Arborescens: il rapporto farmaci e malattie

La pianta di Aloe Arborescens ed i suoi estratti possono interagire con altre sostanze e persino con farmaci. Ad esempio, è fortemente sconsigliato assumere Aloe Arborescens in concomitanza a sostanze, integratori o farmaci anticoagulanti. La ragione è semplice: in questi casi bisogna evitare di assumere quantità eccessive di Aloe Arborescens, poiché contiene moltissima vitamina K, che renderebbe rischioso l’uso dei farmaci stessi.

In soggetti che soffrono di determinate patologie, come il colon irritabile oppure il morbo di Crohn, viene altamente evitata l’assunzione di Aloe. Infatti, anche in questo caso medici e dietologi impongono di non ingerire estratti della pianta, se non nell’unico caso in cui il succo di Aloe sia completamente privo di Aloina. Questa molecola possiede infatti una forte proprietà lassativa. Per questa ragione l’Aloe Arborescens dovrebbe essere evitata anche nei giorni in cui si è soggetti a episodi di dissenteria.

Proprietà depurativa dell’Aloe Arborescens

A volte la differenza tra effetti collaterali dell’Aloe Arborescens ed effetti benefici è molto sottile. Infatti, una delle ragioni per cui questa pianta viene assunta è specialmente la proprietà depurativa. Eppure, talvolta dosi eccessive di succo di Aloe Arborescens possono comportare un’attività talmente detossinante da irritare il nostro organismo, specialmente il fegato e l’intestino. Quando il sintomo persiste, meglio dimezzare o eliminare del tutto la pianta dalla propria dieta.

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